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Ricominciare dopo il Covid: la cassetta degli attrezzi per ripartire

Data di pubblicazione

Di Eleonora Mauri

Fase 2. Poi fase 3 (come e quando non si sa ancora bene). Un graduale ritorno alla normalità. Già, ma quale normalità? E come vivremo la seconda parte dell’anno? Come faremo a recuperare sui risultati dopo 3 mesi di blocco? Come vivremo l’ansia da fatturato? Con quale stato d’animo dovremmo affrontare questo periodo?


Vi sarà forse capitato di sentire parlare di mondo VUCA.

Un acronimo preso dal mondo militare che sintetizza Volatility, Uncertainty, Complexity and Ambiguity, traducibili in italiano con Volatilità, Incertezza, Complessità e Ambiguità.

Volatility: Si riferisce alla natura e alle dinamiche dei cambiamenti in un dato contesto, (come ad esempio il mercato economico) che può essere caratterizzato da fluttuazioni, turbolenze, cambiamenti. Maggiore è la volatilità, più i cambiamenti sono veloci.

Uncertainty: Indica la misura con cui è possibile prevedere con sicurezza il futuro. All’incertezza si lega l’incapacità di comprendere cosa sta succedendo, di essere cioè consapevoli dei cambiamenti in atto nell’ambiente circostante. Più il mondo è incerto, più è difficile da prevedere.

Complexity: Un contesto è tanto più complesso quanto più i fattori da considerare sono numerosi, diversi tra loro e diverse sono le relazioni tra gli elementi. Più il mondo è complesso, più difficile sarà da analizzare.

Ambiguity: La mancanza di chiarezza di un fenomeno non consente di interpretarlo adeguatamente. Una situazione è ambigua quando l’informazione è incompleta, contraddittoria o inaccurata per giungere a delle conclusioni. 

(definizione tratta da www.complexityeducation.com/)

Il cambiamento, che ci piaccia o meno, è insito nella vita stessa. I veloci cambiamenti influenzano costantemente processi, metodi, strumenti, relazioni, risultati. Come viviamo il cambiamento è una scelta personale (consiglio a tal proposito questo video). L’incertezza è diventata praticamente una costante. E questo virus ce lo ha dimostrato in maniera forte. È ora quindi di far diventare l’incertezza una parte viva della nostra “cassetta degli attrezzi” comportamentale.

GIÀ. E COME?

Iniziamo con 3 passi fondamentali. 

  • Cercare le opportunità: ogni momento complesso ti sfida a guardare la realtà con occhi nuovi. Sfrutta l’occasione. Uscire dalla zona di comfort è faticoso per tutti. Ma soprattutto noi adulti tendiamo troppo allo schema mentale impostato e abitudinario, mentre la variabilità e l’incertezza richiedono flessibilità e pensiero creativo. 
  • Gestire gli ostacoli preparando una strategia: imprevisti che possono accadere, ostacoli affrontati in passato che possono servire come esempio, risorse interne ed esterne per affrontarli. Guarda il mostro in faccia: prepara una strategia che ti faccia sentire pronto a ogni evenienza. Il tuo paracadute personale.
  • Lavorare su sé stessi: ogni situazione complessa parla di te, gli elementi di quella situazione che maggiormente ti creano uno stato d’animo negativo stanno mostrando una parte di te che non hai lavorato del tutto. Ogni situazione può essere una palestra per il tuo sviluppo personale. E curare il tuo sviluppo è il migliore investimento che puoi fare. 

Cosa mettere quindi nella cassetta degli attrezzi per questa seconda parte dell’anno?

In primis, il giusto mindset: i pensieri che fai generano le emozioni che provi, le emozioni ti spingono a determinate azioni e le azioni determinano i risultati che ottieni dalla vita. Se vuoi cambiare i risultati, inizia col cambiare il pensiero. 

Adotta un buon sistema di analisi della realtà: stai attendo ai condizionamenti e ai bias cognitivi che ti influenzano e “sporcano” inconsapevolmente la visione della realtà guidando la tua attenzione selettiva. Analizza i fatti, prendi tempo per riflettere e non agire di pancia. 

Passa da un atteggiamento reattivo, schiavo degli eventi, a un atteggiamento proattivo, che definisce obiettivi e genera risultati. 

Definisci un buon piano d’azione: concreto, fattibile. E soprattutto inizia a metterlo in pratica subito. Definisci anche un buon piano B (non si sa mai).

Ultimo consiglio: niente alibi. Non posso, non riesco, non c’è possibilità, è troppo difficile, non è nel mio carattere, cosa ci posso fare, è più forte di me. Questa è solo una parte della lunga lista di auto giustificazioni che usiamo per non agire e sentirci comunque a posto con la coscienza. Dagli un calcio nel sedere una volta per tutte. La tua vita la decidi tu. 

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